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Vita

5 scelte per iniziare il tuo percorso verso la sostenibilità aziendale e la responsabilità sociale d’impresa

22 Dic. 2021 | News

La sostenibilità e la Responsabilità Sociale d’impresa sono  ormai diventate un fattore centrale nella nostra vita, basta guardare come sono cambiate negli ultimi anni le nostre scelte in fatto di cosa compriamo e da chi.

Di conseguenza un indice di sostenibilità per le imprese garantisce che quello che vediamo non abbia un impatto negativo sul mondo che ci circonda è diventato un asset importante sul mercato.

Mentre sembra iniziare a cambiare la sensibilità e di conseguenza le preferenze dei consumatori, molti imprenditori si trovano a chiedersi: come posso aggiornare la mia azienda affinché essa sia realmente sostenibile?

In questa breve guida cercheremo di capire quali sono le cinque azioni fondamentali che possano permettere alle aziende di entrare in questo nuovo universo, iniziando un percorso di responsabilità sociale d’impresa, aumentando la propria sostenibilità e diventando sempre più competitive.

PS: se stai cercando una Guida approfondita alla Responsabilità Sociale d’Impresa, clicca qui. 

 

Cosa significa essere un’azienda sostenibile attraverso la responsabilità sociale d’impresa

Soci sostenitori

Soci sostenitori

Soci sostenitori

Ogni azienda vuole descriversi come sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, ma quanti hanno un approccio realmente corrispondente a questi principi e quanti invece costruiscono solo strategie di greenwashing e social washing?

Per questo è necessario costruire rispetto al tema un approccio consapevole, che parta da una comprensione piena di cosa vuol dire essere un’azienda ad impatto positivo che affondi le proprie strategie in una concreta responsabilità sociale d’impresa.

L’azienda non deve vedersi come un attore isolato, ma inserita all’interno di un ambiente e una comunità. Le esternalità negative che l’impresa produce sono di conseguenza danni anche al proprio territorio e alla propria comunità, interna ed esterna.

Vi sono molti approcci alla responsabilità sociale d’impresa, da quelli più minimali volti solo a limitare il danno reputazionale fino a quelli più integrati in chiave strategica e operativa.

Un’azienda deve infatti partire da strategie di CSR, ma affinché esse siano di ampio respiro bisogno pensare in termini di valore condiviso.

In quest’ottica non è più la singola impresa che viene chiamata a rapportarsi con la collettività, ma è la comunità territoriale che rappresenta un sistema unico.

La visione si trasforma e la meta è il miglioramento della qualità di vità della comunità e del territorio, coniugando le giuste istanze economiche e il giusto profitto con la capacità di generare un Benessere Equo e Sostenibile diffuso.

L’imprenditore in questo modo può superare la responsabilità sociale d’impresa trasformandola in responsabilità sociale di territorio, la quale non solo aumenta il benessere dei lavoratori e la competitività dell’impresa, ma aumenta la qualità della vita e la competitività del territorio.

L’impresa da centro del processo di sviluppo si fa nodo della rete di sviluppo di una comunità.

L’Agenda 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sono in questo la guida, ma per poter veramente raggiungerli è necessario innanzitutto costruire una conoscenza profonda di essi.

Per questo il Global Compact delle Nazioni Unite e Il Global Reporting Initiative nel 2018, hanno elaborato un manuale operativo con lo scopo di coinvolgere i portatori di interesse e coadiuvare le decisioni in materia di sostenibilità a tutti i livelli dell’impresa.

La SDGs Compass fornisce, infatti, all’imprenditore e al mondo del business una guida, una bussola come dice il nome, per poter comprendere e poi direzionare la propria azione.

Si avverte sempre di più l’esigenza di una certificazione sostenibilità ambientale aziende.

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Un’azienda non può pensare di poter implementare azioni per migliorare il proprio livello di sostenibilità in qualsiasi settore della vita. Questa strategia avrebbe un costo molto elevato, senza portare allo stesso tempo dei risultati soddisfacenti.

È invece necessario che l’azienda scelga delle priorità su cui vuole lavorare e che siano legate al proprio campo di azione.

Alla luce infatti dei rischi e dei benefici possibili per persone e ambiente, l’imprenditore deve circoscrivere puntualmente il proprio campo d’azione, di responsabilità e di potenzialità.

Scegliere delle priorità non deve essere visto come un approccio riduzionista, ma anzi è necessario capire come questo è il modo per massimizzare il proprio impatto, sempre in una logica di rete.

L’azienda infatti non deve sentirsi il centro e l’unico attore della sostenibilità. Bisogna infatti che l’imprenditore capisca di essere uno degli attori di un territorio che costruisce insieme una proprio responsabilità territoriale.

In questo quadro un’impresa che decide di applicare scelte consapevoli di responsabilità sociale attiva percorsi capaci di generare un diffuso Benessere Equo e Sostenibile in grado di incidere anche sugli Obiettivi di sviluppo che non erano una priorità dell’azienda.



L’impatto è dato definire da obiettivi certi e misurabili per misurare l’impatto sociale


Per orientare la propria azienda alla responsabilità sociale dopo aver compreso a pieno e e aver capito in quale direzione ci si vuole concentrare è necessario delineare obiettivi precisi di responsabilità sociale e ambientale, verso cui guidare la propria impresa.

Per definirli è necessario che l’imprenditore conosca bene il suo punto di partenza, mappando ad esempio la sua catena di fornitura, così da decidere dove porre l’asticella.

Questa parte della definizione degli obiettivi è molto importante.

L’ambizione ha lati positivi e lati negativi. Un’azienda con target ambiziosi può far scaturire percorsi di innovazione e processi di creatività, ma allo stesso tempo può mettersi in difficoltà creando rischi capaci di minare quello fatto.

È dunque necessario capire attraverso indicatori definibili e misurabili una metodologia che possa monitorare e valutare poi il raggiungimento degli obiettivi, mettendo threshold minimi che possano riconoscere i progressi fatti, anche se il target non è pienamente raggiunto.


Capire come delle azioni possano declinare i nuovi obiettivi nella vita giornaliera dell’azienda



Per riuscire a costruire una strategia di responsabilità sociale d’impresa coerente e profonda è importante che gli obiettivi siano condivisi ed è quindi fondamentale svolgere un lavoro di condivisione e di informazione. Innanzitutto da parte della leadership, manager e CEO, i quali devono essere pienamente convinti e disponibili a mostrare come questo cambiamento può rappresentare un asset fondamentale per attivare percorsi generativi in grado di migliorare il benessere multidimensionale del territorio.

Tutte le azioni dell’azienda devono essere revisionate alla luce della nuova strategia. Più l’analisi è minuziosa, maggiore sarà la capacità di cambiamento e di conseguenza l’impatto.



L’importanza della misurazione dell’impatto sociale

Tutti gli step precedenti rappresentano la definizione e la messa in pratica della sostenibilità, ma è fondamentale capire come questo processo debba essere aperto a tutti affinché il pubblico esterno possa vederne i risultati i quali devono essere misurabili.

Misurare il cambiamento generato e il proprio grado di sostenibilità vuol dire fornire al proprio pubblico le lenti e le metriche per poterlo interpretare.

Per questo è necessario fin da subito dotarsi di strumenti di misurazione che possano far notare il proprio impegno.Valutarsi e valutare il proprio operato non basta però, a questo si deve aggiungere il costruire report efficaci, i quali non sono solamente utili a rafforzare il brand e lo status di un’azienda, ma servono anche a favorire la diffusione di un linguaggio condiviso, che vede negli SDGs dell’Agenda 2030 solide basi, e che deve però guadagnarsi un nuovo ruolo da protagonista.

Il bilancio di sostenibilità, e ancora di più il bilancio integrato, riescono in questo scopo a mettere sullo stesso piano i risultati finanziari e non finanziari.

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