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Quanto costa diventare sostenibili?

Dic 9, 2020 | Racconti di sostenibilità

Essere sostenibili conviene veramente?
Sappiamo che le imprese sostenibili hanno solitamente importanti vantaggi. Le altre aziende però si chiedono: “quanto mi può costare? Quali investimenti devo affrontare per diventare sostenibile? Può essere veramente conveniente? Ritornerà l’investimento? Se investo ora in sostenibilità, quando arriveranno i risultati? Nel mio settore ci sono esempi di aziende insieme sostenibili e di successo?”

di Valentino Bobbio

Soci sostenitori

Soci sostenitori

Soci sostenitori

Le imprese responsabili hanno diversi tipi di vantaggi, strategici di posizionamento, reputazionali, di efficienza grazie alla motivazione dei collaboratori, di alleanza con fornitori e clienti, di riduzione del rischio e di innovazione, anticipando spesso tendenze di mercato.

Questi vantaggi comportano anche dei costi. E questi costi variano secondo lo specifico percorso che l’azienda intraprende per essere sempre più sostenibile, e dipendono anche dalla situazione di partenza e dalle specificità di settore. Quali sono i costi che le imprese devono affrontare nel loro impegno continuo verso una vera sostenibilità? Possiamo raggruppare in cinque tipologie:

  1. Costi di cambiamento culturale; i costi della sostenibilità sono soprattutto non economici, e derivano dall’esigenza di un cambio profondo di mentalità rispetto agli attuali modelli e stili prevalenti di gestione. Un percorso verso una vera sostenibilità sociale ed ambientale richiede all’interno dell’azienda un clima partecipativo, ed all’esterno un clima di dialogo che impegna molto l’imprenditore ed il management. Insomma, i costi della sostenibilità sono in gran parte “costi di testa e di trasformazione culturale”. Conseguire insieme obiettivi economici, sociali ed ambientali richiede sia all’imprenditore che ai manager da una parte di imparare a contemperare i diversi obiettivi e valutare l’impatto delle scelte e decisioni sui tre ambiti economico, sociale ed ambientale e dall’altra di dialogare con apertura e tenacia con i diversi stakeholder, anche nella definizione degli investimenti. Inoltre, per essere sostenibile l’azienda ha bisogno di ripensare il sistema di valutazione delle performance tenendo presenti insieme i risultati e gli impatti sui tre diversi ambiti.
  2. Costi di investimento per la riduzione degli impatti sull’ambiente, per riprogettare il ciclo produttivo al fine di ridurre le emissioni climalteranti, per ridurre i consumi di materiali, per il risparmio energetico, per la decarbonizzazione delle fonti energetiche, ecc.
  3. Costi di investimento per le persone, che consistono soprattutto in formazione professionale, ma anche in trasformazione organizzativa per rendere l’ambiente di lavoro più inclusivo e professionalizzante, per armonizzare i tempi di vita e di lavoro, per dare spazio alle diversità (es. mense che rispettino le diverse esigenze), ecc.
  4. Costi di consulenza ed informazione, per acquisire metodologie e strumenti di misurazione e di valutazione nuovi per l’azienda, che si ottengono facilmente da chi è competente ed ha sperimentato tali trasformazioni in imprese diverse.
  5. Costi di condivisione del potere, perché un’impresa sostenibile è un’impresa che promuove la partecipazione anche dei lavoratori, e che prende in seria considerazione le loro esigenze. Tutto questo può pesare ad un imprenditore che vive l’impresa come cosa propria, che ha creato e sviluppato con visione tra molte difficoltà, ove ha investito con generosità le proprie disponibilità e di cui si sente responsabile in prima persona.

Gli investimenti vanno calibrati nel rispetto della sostenibilità economica, valutando con prudenza, ma anche con coraggio; tuttavia, i tempi di ritorno sono sovente rapidi, anche di 3-5 anni, ed i vantaggi derivanti da un più solido posizionamento competitivo sono importanti e duraturi.

Investire in sostenibilità genera anche risparmi significativi, ad esempio grazie all’efficientamento energetico e alla cogenerazione, all’economia ed al riuso dei materiali, all’adesione convinta dei collaboratori alle finalità aziendali, ecc. Inoltre, gli investimenti per la sostenibilità sono sovente sostitutivi di altri, e sono più convenienti perché produrre in modo non sostenibile genera altri costi.

Se il dialogo con gli stakeholder, sui temi tecnici, può far emergere conflitti, e l’ascolto delle diverse esigenze tramite attente consultazioni allungano i tempi per maturare le soluzioni più opportune, allungando i tempi di risposta dell’impresa, l’ampio impegno di confronto migliora l’efficacia delle decisioni aziendali, mostrando aspetti che inizialmente non erano stati considerati.

Diventare sostenibile è impegnativo e richiede un impegno quotidiano. Ma è una sfida che vale la pena cogliere per vivere in una società migliore e dare solidità e nuova capacità competitiva alle nostre imprese. La sostenibilità richiede di essere perseguita consapevolmente e con determinazione, costruendo ed attivando nuovi strumenti di analisi, di gestione e di mediazione.

Consideriamo che la richiesta di crescente sostenibilità avanza possente da parte della società e dei cittadini, e cavalcarla nel modo giusto è ormai ragione di successo e talvolta di sopravvivenza per le imprese.

Diverse imprese di eccellenza e di successo, messe in evidenza e vagliate con il sistema di Autovalutazione partecipata di NeXt, operanti nei diversi settori, evidenziano un rating di valore sociale ed ambientale verificabile su https://www.eyeonbuy.org/. Il loro impegno per la sostenibilità, esperito con determinazione, “paga” in termini di mercato e conviene; queste imprese costituiscono un benchmark, un riferimento importante e con la loro passione guidano la strada per una società migliore e più accogliente ed una nuova economia utile al pianeta ed alle future generazioni.