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Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020, le buone pratiche

5 Ott. 2020

Nuova edizione, nuovi spunti e nuove idee per la ripartenza sostenibile dell’Italia: Ambasciatrici e Ambasciatori della sostenibilità, a conferma della resilienza e della ri-generazione in atto nel nostro Stivale

Da Firenze le buone pratiche selezionate in tutta Italia per raccontare i progetti di economia civile che vengono praticati ogni giorno per realizzare l’economia che mette al centro la persona, le relazioni, i luoghi e le comunità.

La seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile è stata – come nella precedente e ancora di più – una fucina di idee, buone pratiche e dialogo, tra i mondi che dell’economia civile hanno fatto una cifra stilistica. Il Salone dei Cinquecento – già culla dell’Umanesimo italiano e luogo di scambio tra i più grandi inventori, scienziati e artisti della storia – ha confermato il suo ruolo centrale nel favorire nuove idee e nell’aggregare le persone attorno a progetti che rimettano al centro i bisogni reali dei cittadini e le loro storie.

Nelle tre giornate di lavoro, uno dei momenti fondamentali è stato quello dedicato alla presentazione degli Ambasciatori dell’Economia Civile: imprese, startup e comuni già impegnati a promuovere concretamente azioni che portino allo sviluppo economico sostenibile dei territori.
Una “sfilata” etica di imprenditori, giovani startupper e amministratori, che non può far altro che confermare che l’economia civile è inclusiva, reale e un investimento concreto per il futuro della ripartenza italiana.

Tra i plus di questa selezione l’utilizzo dell’Indice Community Based messo a punto da NeXt, il Questionario di Autovalutazione Partecipata che riesce a raccogliere, utilizzando le stesse aree e adattando gli indicatori per le diverse tipologie di soggetti, le principali informazioni di sostenibilità da tutte le buone pratiche. 

Le 7 aziende Ambasciatrici dell’Economia Civile 2020

Partiamo dal venerdì. La prima giornata di Festival ha visto la presentazione delle 7 Imprese Ambasciatrici dell’Economia Civile 2020. Un parterre di aziende, che hanno scelto la sostenibilità e il dialogo con i propri dipendenti e collaboratori, come investimento futuro non soltanto per loro stesse, anche per il proprio territorio e le generazioni future.

Il “menù” ha visto in scaletta l’azienda agricola biologica Gino Girolomoni, storicamente marchio di sostenibilità specializzato nella coltivazione di grani e cultivar biologici e nella produzione di pasta di alta qualità a basso impatto ambientale e alto impatto sociale sul territorio. E’ stata poi la volta di EdilEco, un’azienda giovane, che ha rivoluzionato il concetto dell’abitare dal punto di vista del riscaldamento domestico e dell’efficientamento energetico, partendo da un bisogno specifico del territorio valdostano, soggetto a inverni rigidi e quindi molto dispendiosi dal punto di vista delle bollette del gas. Terza nel turno di presentazione l’azienda di cosmetica sostenibile Reynaldi, che ha reso i prodotti per la cura del corpo un volano per tutelare l’ambiente e il bene comune: l’azienda infatti ha un basso tasso di impronta ambientale grazie al recupero dei rifiuti e alla produzione interna in economia circolare dell’energia necessaria alla produzione, abbinando a questa cura del Pianeta, anche quella dei propri dipendenti, che hanno raggiunto un’alta qualità di vita, conciliando i tempi di lavoro con quelli della famiglia, grazie a politiche di welfare interno.

Si continua poi con ForGreen Group, società benefit di rinnovabili e sviluppo di progetti sostenibili conto terzi, che favoriscano l’evoluzione dei cittadini dalla figura di consumer a quella di prosumer. Grazie a questi piani energetici smart e condivisi con i propri clienti, l’azienda produce energia e al tempo stesso consapevolizza la cittadinanza rispetto al tema dell’efficientamento energetico e della tutela del Pianeta.

Dall’energia alla metalmeccanica: Co.El, che ha fatto scelte molto sfidanti. La propria produzione di molle, integrate anche nelle armi, è stata sospesa per questo particolare settore, nonostante la redditività di questo business. Inoltre, clienti e fornitori sono stati selezionati in base all’eticità e sostenibilità degli stessi, instaurando una filiera sostenibile dall’inizio alla fine. Altra scelta importante, quella sui pagamenti delle commesse produttive: Co.El ha infatti scelto di non accettare commesse con termini di pagamento molto dilazionati nel tempo, per non incidere sulla salute del fatturato aziendale e garantire un salario equo e regolare ai propri dipendenti. L’esempio di come – pur rimanendo in un business “pesante” come quello metalmeccanico – sia possibile conciliare la responsabilità sociale dell’azienda, con lo sviluppo economico e l’occupazione.

Tornando all’agroalimentare, la sesta presentazione è stata quella de La Semente, cooperativa agricola sociale nata da un bisogno specifico locale: la gestione e l’inserimento lavorativo di ragazzi affetti da autismo, supportandone le famiglie, spesso sobbarcate da problemi organizzativi ed emotivi riconducibili alla mancanza di servizi locali dedicati a questa tipologia di disabilità. L’esperienza personale dei fondatori, si è coniugata con la loro professionalità in ambito agricolo dando vita a una fattoria, che è anche scuola per portatori di autismo, che è anche servizio di ospitalità per turisti normodotati e famiglie con figli disabili e anche trasformazione dei prodotti agricoli in sughi pronti, passate, marmellate e miele. Si è concluso il pomeriggio di presentazioni di eccellenze della sostenibilità aziendale, con Arti Grafiche Castello, azienda di grafica e packaging, da sempre al servizio del territorio e con pratiche di inclusività e condivisione tra dirigenza e collaboratori, che hanno portato nell’ultimo anno all’elaborazione di un calendario da omaggiare ai propri clienti, realizzato da due pittori-dipendenti di Arti Grafiche con la collaborazione di tutto lo staff grafico dell’azienda: la summa di un percorso che l’azienda ha chiamato di Ri-Evoluzione.