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Radici: cultura alla guida dell’inclusività

19 Giu. 2020

“C’è una sola cosa che valga in arte: quella che non si può spiegare.”
Georges Braque

Da millenni l’arte è sinonimo di bellezza, emozioni, sensazioni che ci pervadono e che mutano costantemente con il nostro stato d’animo.
Scoprire l’arte nella “quotidianità dei nostri cinque sensi” può sembrare un processo scontato e automatico: in Italia la bellezza ci circonda e non mancano mostre, eventi, performance fruibili spesso in maniera gratuita.

Perchè non sfruttare, quindi, il suo linguaggio universale e abbattere le barriere della disabilità e rendere le esperienze che ci fa vivere l’arte in tutte le sue forme, anche inclusive?
Perché non rendere questo patrimonio appannaggio di tutti, anche di quella minoranza composta da persone con disabilità visive, uditive e motorie?

Un obiettivo ambizioso che ha portato, 4 anni fa, alla nascita dell’Associazione di Promozione Sociale Radici. I 7 giovani soci fondatori propongono attività culturali 100% inclusive, con soluzioni innovative e multisensoriali per fruire dell’arte non solo con la vista.

L’associazione dedica particolare interesse al tema dell’inclusione di ciechi e ipovedenti, ideando e realizzando percorsi ad hoc per superare la disabilità visiva. Il risultato è una fruizione “aumentata” anche per i normodotati che possono ampliare la conoscenza di un’opera attivando anche gli altri sensi.

Dopo una serie di versioni pilota, l’associazione ha realizzato delle tavole tattili mediante la “tecnica Minolta”, un disegno a rilievo su carta a microcapsule termosensibili: un oggetto essenziale per ciechi e ipovedenti, godibile esteticamente anche per i normodotati o per altre disabilità, che possono aumentare l’esperienza sensoriale di moltissimi percorsi culturali.
Questo innovativo sistema, recentemente brevettato, permette quindi alle persone non vedenti di “toccare” l’architettura di un monumento durante le visite guidate, permettendo di approfondire forma e struttura in abbinamento alla descrizione verbale. Generalmente le tavole tattili riproducono in rilievo piante e prospetti di edifici architettonici o monumenti, possono essere acquistate e per questo i partecipanti alle visite possono portarsi letteralmente a casa un’opera d’arte e rivivere quell’esperienza unica anche in altri momenti.

Accanto a queste attività, Radici elabora e realizza progetti di inclusione culturale, proponendo e aggiornando percorsi tattili, visite guidate aperte a tutti, laboratori innovativi per la fruizione multisensoriale delle opere d’arte e originali servizi di team building aziendali, organizzando cene, aperitivi, concerti “al buio” e cene “silenziose”.
Adulti o bambini, disabili fisici o mentali, normodotati o aziende alla ricerca di un team building inclusivo: il team di Radici propone esperienze commisurate alla sensibilità e curiosità di ognuno, per godere dell’arte non solo con gli occhi.

Radici A.P.S. è fresca vincitrice del Bando Coopup 2020 di Confcooperative Lazio, un bando regionale organizzato da Confcooperative con l’obiettivo di supportare giovani aspiranti imprenditori nella realizzazione di startup cooperative, garantendo ai team selezionati un percorso gratuito di formazione e mentoring da parte di NeXt- Nuova Economia per Tutti ed esperti del mondo cooperativo.
Il periodo di Lockdown e l’emergenza Covid-19 hanno cancellato gli appuntamenti in presenza, facendo temere un posticipo delle attività “a data da destinarsi”. Grazie alla creatività dei tutor NeXt, alla disponibilità di Confcooperative e all’entusiasmo degli startupper il percorso di CoopUp è stato convertito in webinar e consulenze online.

Anche Radici ha messo in campo tenacia e creatività durante tutto il percorso di CoopUp, dimostrando grandi margini di miglioramento in tempi assai brevi.
Con il supporto di NeXt il modello di business dell’associazione è stato rivisto, studiandone i punti critici attraverso un’analisi swot dettagliata. Il problema di fondo emerso, comune al 99% delle associazioni italiane, è quello della sostenibilità economica; come trarre la giusta remunerazione da un progetto che crea e distribuisce un grande valore culturale per il territorio?

Condurre una transizione da un modello puramente associativo, che per 4 anni si è basato su entrate economiche esigue, ad uno cooperativo, comporta una pianificazione delle attività, dei clienti destinatari e degli stakeholder da coinvolgere.

Radici propone da sempre percorsi multidisciplinari e costantemente aggiornati, in grado di valorizzare ogni sito, museo, galleria, itinerario di Roma fornendone una visione a 360 gradi, per vivere appieno l’atmosfera e i fermenti culturali della città capitale, senza trascurare gli incantevoli borghi della provincia e del Lazio.
Nonostante questa mole di lavoro, alla quale partecipano numerosi professionisti, il modello di business fino ad oggi sviluppato non ha garantito una sufficiente sostenibilità economica. Ed è proprio su questo punto cardine che si è incentrato il lavoro a sei mani tra NeXt, Confcooperative Roma e Radici.

In primis, con l’ausilio del business model design, è stato svolto un lavoro di ripensamento dei clienti/utenti finali dell’associazione, indagando attraverso un iniziale processo di brainstorming delle necessità, aspettative e difficoltà che caratterizzano le loro esperienze d’uso, effettuando dunque una profilazione più approfondita.
A partire da quest’ultima, sono state successivamente studiate le cosiddette offerte di valore dei servizi proposti ai clienti, ovvero i valori che sono percepiti da quest’ultimi durante e dopo l’esperienza d’uso, dunque le motivazioni che spingono i clienti a continuare a scegliere in futuro le attività proposte dall’associazione.
L’ampia gamma delle iniziative proposte e i metodi “sartoriali” e innovativi sono apparsi come le peculiarità di valore maggiormente apprezzate dai fruitori dei servizi di Radici nel corso degli anni, ciò è stato testimoniato dai questionari di gradimento creati ad hoc e somministrati a più di 200 clienti/associati, che hanno vissuto le attività proposte negli anni dall’associazione.
Riuscire a comprendere le esigenze dei propri clienti, le loro necessità e le loro aspettative è la pietra angolare di qualsiasi modello di business di successo. In questo modo l’associazione può proporre attività sempre più mirate nel corso del tempo, riducendo i costi e accrescendo la propria attrattività.

Successivamente – nel corso delle consulenze online – NeXt, Confcooperative Roma e Radici hanno ricalibrato il modello di business anche ripensando a come proporre le attività di team building per le aziende attraverso dei pacchetti mirati in grado di migliorare l’attitudine al problem solving, incentivando fiducia ed empatia e valorizzando le dinamiche di gruppo in situazioni problematiche, trasformando i limiti in nuove opportunità. L’associazione nel corso degli anni ha organizzato iniziative di questo tipo tramite cene al buio, concerti al buio e cene silenziose.
Tramite studi sui trend di crescita, è emerso come proprio questo tipo di attività esperienziali siano sempre più ricercate dalle aziende, per migliorare l’affiatamento dei propri dipendenti.
Un’occasione da cogliere al balzo per aumentare la propria offerta e diversificare il portfolio!

Con un ottimo lavoro di squadra NeXt, Confcooperative Roma e Radici sono riusciti a riequilibrare un sistema dalla sostenibilità economica precaria in un modello d’innovazione sociale con ampi margini di remunerazione nel medio-lungo periodo.

Il team di Radici è stato premiato come vincitore del percorso Coopup 2020 con consenso unanime da parte della giuria presente.
La presentazione del progetto da parte di Cecilia Rinaldi, fondatrice dell’associazione, è stata brillante e convincente, colpendo i presenti con l’entusiasmo e l’umiltà di chi sa che il proprio percorso può incidere profondamente sul territorio, proponendo un’innovazione inclusiva e generativa.

Il team ha concordato insieme a NeXt e Confcooperative una crescita costante nel breve e medio periodo, in primis cambiando la natura giuridica da associazione a cooperativa, per essere coerenti con una sostenibilità economica in aumento.
Radici si impegnerà per ottenere una diffusione profonda delle proprie innovative tavole tattili, cercando di finalizzare entro il 2021 alcuni accordi precedentemente coltivati con istituzioni culturali, enti territoriali e realtà del Terzo Settore della Regione Lazio.

Non è un caso la scelta del nome Radici, elemento essenziale per la nascita e la crescita di ogni forma di bellezza.

Guarda l’intervista completa realizzata a Cecilia Rizzo!