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Vita

Vogliamo la finanza responsabile!

12 Giu. 2020

A cura di Valentino Bobbio

In questi giorni di uscita dalla pandemia sentiamo dire che il mondo non sarà più come prima; come sarà lo decidiamo con le nostre scelte ora. Una transizione decisa verso la sostenibilità, che affronti le altre pandemie striscianti a cui ci siamo abituati (crisi climatica, disuguaglianza, fame con 3.400.000 morti nei primi 4 mesi del 2020), richiede una finanza diversa, che sostenga il rilancio di un sistema economico più attento al benessere ed alla qualità della vita delle persone e che riduca prontamente l’impatto sull’ambiente.

Una finanza responsabile è conveniente per tutti

La finanza sostenibile, responsabile ed etica si fonda su tre elementi (Position Paper del Goal 12 ASviS):

  • la creazione di valore tanto per l’investitore quanto per la società nel suo complesso, superando la distorsione della massimizzazione del profitto ad ogni costo;

  • l’orientamento al medio-lungo periodo, superando la distorsione dell’orientamento al breve termine;

  • l’integrazione dell’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo (i criteri ESG-Environmental, Social and Governance) nella valutazione dei titoli in cui investire.

L’industria finanziaria gioca un ruolo rilevante nell’incentivare produzione e consumo sostenibili, sia premiando con le proprie scelte di investimento e di credito le organizzazioni più virtuose, sia attraverso azioni di disinvestimento e di engagement delle aziende che danneggiano ambiente e lavoratori. Tale approccio tiene conto dei principi di sostenibilità ambientale e sociale e contribuisce alla realizzazione dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Come dice Banca Etica, l’interesse più alto è quello di tutti. In un contesto sociale fragile e turbolento e di fronte ad un degrado ambientale devastante e rapido, dobbiamo considerare ed affrontare insieme nel complesso le diverse variabili sociali, ambientali, economiche e di governance, pena la nostra estinzione a medio termine.

L’integrazione dei criteri ESG nei processi d’investimento permette alle istituzioni finanziarie di prevenire rischi difficilmente individuabili con la sola analisi economico-finanziaria. Per esempio, includendo considerazioni sul cambiamento climatico nei processi d’investimento la finanza responsabile può evitare le perdite finanziarie provocate dagli eventi climatici estremi e dalle catastrofi naturali (rischi fisici); inoltre, consente di anticipare le evoluzioni ed i vincoli del quadro normativo internazionale e nazionale volte a ridurre l’impatto ambientale delle attività umane (rischi legali).

Oltre alla mitigazione dei rischi, un numero crescente di studi accademici e ricerche di mercato dimostra che l’integrazione dei criteri ESG nelle scelte d’investimento consente di realizzare rendimenti in linea o superiori a quelli di mercato nel medio-lungo periodo. La finanza sostenibile conviene non solo alle imprese ed ai cittadini, ma anche allo stesso sistema finanziario.

Una componente importante della finanza responsabile è la finanza mutualistica. Nata in Italia nel XV secolo, con Antonino da Firenze e Bernardino da Siena, promuove la crescita di banche senza finalità speculative, come oggi le BCC, che erogano almeno il 95% dei finanziamenti a soggetti che abitano od operano nel territorio dove il risparmio è raccolto, i cui organi sono eletti tra i soci sulla base del principio una testa un voto, e che hanno l’obbligo di destinare almeno il 70% degli utili a riserve indivisibili. È per definizione la “finanza per lo sviluppo”, che eroga crediti alle famiglie ed alle micro-piccole e medie imprese, e, finanziando l’economia reale, contribuisce a creare reddito ed occupazione.

La finanza responsabile cresce

Il Report biennale della Global Sustainable Investment Alliance (GSIA)1 fornisce il quadro complessivo più aggiornato sulla finanza sostenibile. All’inizio del 2018, stando ai dati GSIA, i capitali investiti a livello globale secondo strategie responsabili (SRI) ammontano a $30,7 ($22,9 a fine 2016) mila miliardi. La crescita degli investimenti sostenibili e responsabili è stata del 34% in due anni (contro il 25,2% nel biennio precedente). Secondo il rapporto, le strategie di investimento responsabile più diffuse sono le esclusioni2, seguite dall’integrazione dei fattori ESG3 nelle analisi finanziarie e dall’engagement4. Tra le strategie con il tasso di crescita più rilevante a livello globale si registrano gli investimenti tematici5, l’approccio best-in-class e l’impact investing6.

L’Europa è capofila nel mercato della finanza sostenibile e responsabile, rappresentando il 48,8% del mercato7. L’ultima edizione dell’European SRI Study, lanciato da Eurosif a novembre del 2018, conferma questi dati.

Con firma degli SDGs e dell’Accordo di Parigi nel 2015, l’Unione Europea ha posto la sostenibilità ambientale e sociale al centro delle proprie politiche. Per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici al 2030, la Commissione UE ha stimato che saranno necessari 180 miliardi di euro di investimenti annui, in aggiunta a quelli già stanziati.8 Per colmare questo divario il settore finanziario può ricoprire un ruolo cruciale, a supporto del pubblico.

La crescente sensibilità e mobilitazione dei cittadini stimola l’attenzione alla sostenibilità sociale ed ambientale da parte del mondo finanziario, che si accorge anche che i rendimenti finanziari sono più durevoli quanto vengono da contesti attenti alle tematiche sociali ed ambientali.

Come dimostrato da diversi studi9, in media gli investimenti responsabili sono capaci di garantire rendimenti in linea o superiori a quelli tradizionali, a parità di rischio, e costituiscono un’importante opportunità per ridurre rischi regolamentari, reputazionali e di mercato10. Insomma, come ci ricorda Leonardo Becchetti, la finanza responsabile conviene ai cittadini, al sistema economico e perfino agli investitori!

1 La Global Sustainable Investment Alliance (GSIA), è un’organizzazione internazionale che mira ad aumentare l’impatto e la visibilità degli investimenti sostenibili su scala mondiale, Review 2018.

2 Di emittenti o settori (es. armi, fonti fossili, ecc.) o Paesi non in linea con determinati principi e valori.

3 Integrazione esplicita dell’analisi finanziaria tradizionale con un’analisi dei fattori ambientali, sociali e di governance.

4 Azionariato attivo, finalizzato ad influenzare positivamente in chiave ESG i comportamenti dell’impresa oggetto dell’investimento con un orizzonte di medio-lungo periodo.

5 Con uno o più focus specifici, ad es. lotta ai cambiamenti climatici.

6 Investimenti con l’intenzione di realizzare un impatto ambientale e/o sociale positivo e misurabile, assieme ad un ritorno finanziario.

7 Dati GSIA 2018.

8 Complessivamente, secondo la Commissione UE, la Corte dei Conti Europea e la Banca Mondiale sarà necessario investire l’equivalente di 1. 115 miliardi di euro all’anno a partire dal 2021 per conseguire gli obiettivi dell’UE per il 2030. Vedi Parere del Comitato Economico e Sociale Europeo sul “Patto europeo finanza-clima” (2019/C 62/02): https://bit.ly/2SCsP6H.

9 Clark, G.L., Feiner, A., Viehs, M., 2015. From the Stockholder to the Stakeholder: How Sustainability Can Drive Financial Outperformance; Crifo, P., Forget, V., 2013. Think Global, Invest Responsible: Why the Private Equity Industry Goes Green. J. Bus. Ethics 116, 21–48; Banor Sim, School of Management del Politecnico di Milano, 2018. La relazione fra rating ESG e performance di mercato: uno studio sui titoli dell’Indice STOXX Europe 600.

10 UNEP, 2015. The Financial System We Need The UNEP Inquiry Report Aligning The Financial System With Sustainable Development; Kauffmann, C., Teichmann, D., Tébar Less, C., 2012. Corporate Greenhouse Gas Emission Reporting (OECD Working Papers on International Investment No. 2012/01).