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Vita

E così nacque NeXt

22 Nov. 2018

di Valentino Bobbio

Quando Bacci Costa mi chiamò dicendomi “Dobbiamo cambiare l’economia, perché negli ultimi 40 anni non ho visto i miglioramenti che mi attendevo” rimasi sorpreso, e non capii. Certo, mi dicevo, ci sono molte ingiustizie e guerre, molta fatica, molto stress e molti disagi nella vita quotidiana, e poi l’ambiente sta degradando rapidamente.

Ma cambiare l’economia mi pareva una follia, un’impresa titanica e controcorrente.
E se il cambiamento per noi significa sostenibilità effettiva del sistema economico, questo mi pareva così lontano e quasi impossibile.

Il mondo stava correndo verso una crescente finanziarizzazione, le delocalizzazioni che hanno fatto crescere tanti Paesi dell’Est Europa e dell’Asia orientale creavano disoccupazione in Europa, ed ora riconosciamo che la corsa verso le nuove tecnologie crea grandi monopoli ben più forti degli Stati, che il controllo sulla nostra vita quotidiana pare sempre più limitare la nostra libertà, che i ricchi ed i potenti diventano sempre più ricchi, mentre le crisi le pagano sempre i più poveri.

Come era possibile pensare di fronteggiare dinamiche così prorompenti ed ingovernabili?
Leonardo Becchetti, coinvolto da Bacci Costa, ci spiegò che il problema vero è il riduzionismo della nostra vita alla mera dimensione economica, nella visione di un homo oeconomicus tutto proteso alla massimizzazione del profitto. Queste ingiustizie crescenti, proseguì, avvengono perché noi cittadini restiamo spettatori passivi; ma se ci uniamo, e se facciamo sentire la nostra voce con forza e decisione facendo valere la nostra forza, che è quella di essere noi la domanda del mercato, possiamo capovolgere la stessa arma economica, e forzare pacificamente per una società più rispettosa delle persone e dell’ambiente.

Ma che cosa vogliamo ottenere? Una società dove sia facile e bello vivere, dove le relazioni interpersonali non siano guastate dal clima competitivo, dove ognuno si senta rispettato ed abbia di che vivere dignitosamente, dove possiamo crescere professionalmente ed umanamente senza discriminazioni, dove possiamo portare il nostro apporto creativo e godere della bellezza di questa nostra Terra. E quindi una società che tuteli e rispetti tutte le forme di vita, la biodiversità delle specie che stiamo distruggendo, che salvaguardi questo clima che ha consentito di sviluppare la civiltà umana, che conservi le risorse della Terra per le generazioni future.

Leonardo Becchetti ci ha proposto uno strumento nuovo di azione civica, il voto col portafoglio, che costituisce la vera forza del cambiamento, e che possiamo esercitare quotidianamente premiando le aziende che si impegnano a rispettare l’ambiente ed a creare valore sociale. Al voto col portafoglio, diceva, va aggiunta la pressione dal basso attraverso campagne civiche e di pressione sugli amministratori pubblici, per rafforzare i ruoli di controllo e regolazione dello Stato per la tutela dell’ambiente e delle persone più deboli.

Abbiamo, quindi, creato un’ampia alleanza di forze molto eterogenee che vanno dai sindacati ad associazioni imprenditoriali, da associazioni dei consumatori ad associazioni ambientali, da università ad organizzazioni della società civile, delle più diverse matrici di provenienza, per unire l’impegno per cambiare l’economia.
Il Manifesto con cui ci siamo riuniti in NeXt Nuova Economia X Tutti, ed in cui ci riconosciamo, dopo un’analisi delle dinamiche macro-sociali ed economiche che vogliamo contrastare, definisce il nostro impegno a premere dal basso come cittadini sulle imprese con il voto col portafoglio, affinché cambino le loro strategie e intraprendano una seria e coerente riconversione verso la sostenibilità ambientale e sociale. 

E quindi sensibilizzazione ed attivazione dei cittadini ad esercitare il voto col portafoglio; informazione e supporto alle aziende spiegando loro che essere sostenibili può convenire anche economicamente; formazione dei giovani perché chiedano con forza un’economia responsabile e perché realizzino nuove aziende progettate sin dall’inizio in una logica di sostenibilità; richiesta forte alle istituzioni di regolare il mercato e la società per tutelare ambiente e persone.

E’ una follia? E’ l’unica strada che abbiamo individuato per ottenere una società più giusta, la tutela delle persone più deboli, la tutela dell’ambiente di cui facciamo parte a da cui attingiamo le risorse che ci servono per vivere.
D’altra parte qualcosa si sta muovendo: l’Unione Europea ha imposto la rendicontazione sociale ed ambientale accanto al bilancio d’esercizio delle grandi aziende; la campagna contro l’olio di palma ha portato le aziende a ripensare le loro strategie di acquisto; il commercio equo e solidale è sempre molto cresciuto anche in periodi di calo dei consumi; le imprese finanziarie prima di procedere ad investimenti per i clienti devono verificare il loro interesse a investimenti sostenibili; grandi fondi stanno disinvestendo dalle fonti fossili; le associazioni imprenditoriali propongono sempre più alle aziende programmi di responsabilità sociale, ecc…

Questi cambiamenti ci danno speranza e voglia di proseguire nel nostro impegno. Pertanto, le Pillole di sostenibilità affronteranno in questa rubrica settimanale diversi temi connessi al cambiamento dell’economia verso la sostenibilità, presentando le elaborazioni e le riflessioni di NeXt e dei suoi associati.