Si è tenuto a Foggia l’11 giugno nel Parco San Felice, il Cash Mob Etico organizzato dalla sede locale ACLI nell’ambito del progetto di contrasto al caporalato Seminiamo Diritti, finanziato con fondi legge 383 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che vede ACLI Nazionale e NeXt soggetti attuatori in partenariato. Sette le imprese sostenibili del territorio protagoniste di questa mobilitazione dal basso, che premia comportamenti e produzioni sostenibili e responsabili a livello sociale, economico e ambientale e che pone l’accento sul potere di acquisto reale che ogni cittadino può e deve esercitare: il Voto col Portafoglio.

File 06-07-17, 23 08 45Per approfondire gli effetti del Cash Mob Etico e le prime impressioni sul progetto Seminiamo Diritti e sulla sua diffusione sul territorio, abbiamo intervistato Domenica (Mimma) Pipoli, tutor aziende e lavoratori agricoli del progetto Seminiamo Diritti per le ACLI di Foggia e provincia.

Qualè la tua definizione di caporalato? E come si sta muovendo il territorio foggiano per combatterlo?
Il caporalato rappresenta nel nostro territorio un fenomeno radicato e diffuso da decenni. La figura del caporale rappresenta il simbolo di questa tipologia di organizzazione illecita del lavoro, che fonda radici nello sfruttamento dei lavoratori agricoli stagionali impegnati in Capitanata e non solo. Le aziende agricole intercettate nel nostro territorio, grazie anche ad azioni di informazione e sensibilizzazione come quelle previste dal progetto Seminiamo Diritti, iniziano a prestare attenzione a un argomento sociale difficile.
Per combattere questa piaga, nel maggio 2016 si è proceduto alla sottoscrizione di un protocollo nazionale, in via sperimentale, denominato “Cura legalità uscita dal ghetto” e stipulato tra istituzioni, enti datoriali, sindacati e associazioni contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il prefetto di Foggia ha istituito un tavolo permanente di coordinamento in attuazione del protocollo nazionale del 27 maggio 2016, a cui le ACLI di Foggia siedono e prendono parte attivamente, che ha lo scopo di monitorare le intese sottoscritte a livello provinciale.

Come hanno recepito queste azioni di sensibilizzazione, le aziende coinvolte nel Cash Mob Etico e nel progetto Seminiamo Diritti?
Le aziende coinvolte hanno dimostrato maggiore sensibilità e propensione ad aprirsi a una dimensione etica del lavoro agricolo, provenendo già da un percorso e da un background maturati nell’adesione al G.A.S.A.V.I.T.A. (Gruppo d’acquisto solidale delle Acli di Foggia).

Quanto cambia un progetto come questo, la situazione del caporalato?
Il progetto Seminiamo Diritti è stato utile nel contribuire sperimentalmente alla creazione di un circuito virtuoso di aziende predisposte a dialogare e approfondire l’importanza della conduzione etico-sostenibile della propria realtà, tentando di fornire un modello in grado di stimolare l’adesione di altre aziende locali. Per il lavoratore agricolo, lo sportello creato attraverso il progetto è stato un ulteriore punto di riferimento sul territorio, dove raccogliere informazioni sui propri diritti.

Il Cash Mob Etico: sapevi già che cos’era prima del progetto?
Personalmente, pur avendone sentito parlare, non avevo mai approfondito l’importanza del Cash Mob Etico come strumento di cittadinanza attiva.

Le aziende hanno aderito di buon grado?
Le aziende coinvolte nel progetto hanno accettato di buon grado di partecipare attivamente all’evento, nonostante i fitti impegni aziendali di questo periodo. Ciò ha dimostrato maggiormente e più fortemente la sensibilità delle stesse nei confronti di questo progetto e di questo tema.

Secondo te azioni come il Cash Mob Etico possono essere utili nel sensibilizzare aziende e cittadini?
Il Cash Mob Etico è sicuramente uno strumento che, proposto nel tempo in modo programmatico, può rafforzare la sensibilità dell’azienda partecipante e tentare di cambiare nel cittadino l’aspetto culturale su queste tematiche.

Quali sono le tue impressioni finali sull’iniziativa realizzata a Foggia?
La cittadinanza ha partecipato al Cash Mob Etico sia per l’impegno derivante da un percorso di sensibilizzazione fatto da una rete di associazioni che su queste tematiche lavora trasversalmente da tempo, sia per curiosità. Molti cittadini anche non informati hanno avvertito l’esigenza di approfondire il tema e di avviare un proprio percorso culturale quotidiano. Attraverso l’esperienza e il supporto di Next continueremo attivamente a mantenere i rapporti con le aziende virtuose del territorio, a promuoverle e coinvolgerle in altre progettualità, proseguendo quindi questo percorso e mappando il territorio per intercettare altre aziende con caratteristiche etico- sostenibili e invitarle a confrontarsi e autovalutarsi, con l’obiettivo di creare una rete territoriale ispirata a consumo e produzione responsabili.

*[Foto di Lucia Pigna]


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