La festa provinciale delle ACLI di Arezzo propone per la prima volta il Voto col Portafoglio

Acli Arezzo - Mazzi, Giovacchini, Meazzini (1)Il 7 luglio dalle 17 a Ponticino, in provincia di Arezzo, la seconda giornata della festa provinciale ACLI. Per l’occasione, le ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e NeXt interverranno con il progetto di contrasto al caporalato Seminiamo Diritti, finanziato con fondi legge 383 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’iniziativa coinvolge un gruppo di imprese sostenibili locali, che grazie alla consulenza delle ACLI di Arezzo, e alla propria sensibilità sociale ed etica hanno scelto la via della responsabilità produttiva e della sensibilizzazione della cittadinanza al consumo critico.

In questa occasione hanno risposte ad alcune domande sul Cash Mob Etico Marta Mazzi e Francesca Meazzini (nella foto assieme a Mauro Giovacchini, segretario delle Acli), tutor dello sportello Seminiamo Diritti e referenti del progetto per le ACLI provinciali di Arezzo.

Qualè la vostra definizione di caporalato?
Il capolarato è un fenomeno particolarmente allarmante basato sullo sfruttamento lavorativo illegale e a basso costo della manodopera agricola, spesso praticato da intermediari che strutturano vere e proprie organizzazioni criminali, percependo tangenti.

Quanto é diffuso il caporalato sul tuo territorio? Quanto sono sensibili le aziende nei confronti di questa piaga?
Nel territorio aretino non abbiamo rilevato vere e proprie forme di caporalato, ma piuttosto alcune forme di lavoro nero legate prevalentemente agli impieghi stagionali. Le aziende sono risultate in genere attente e informate rispetto ai fenomeni di caporalato diffusi in Italia.

Le aziende coinvolte nel progetto Seminiamo Diritti sono state contente e aperte verso questa sensibilizzazione?
Il progetto ha gettato i primi semi, con le prime aziende che abbiamo individuato nel territorio. L’iniziativa è risultata utile e a confermarlo è la presenza di queste al Cash Mob Etico che si terrà il 7 Luglio durante la festa provinciale di Ponticino. Nonostante questo, abbiamo riscontrato numerose difficoltà nella promozione del progetto rispetto a molte aziende agricole del territorio.

Attraverso un progetto come Seminiamo Diritti, può cambiare la situazione del caporalato?
Per quanto riguarda il territorio aretino, come detto, non è presente un vero e proprio fenomeno di questo tipo, ma riteniamo che il progetto sia particolarmente utile al fine di prevenirne l’eventuale diffusione in futuro e farne emergere la pericolosità.

Il cash mob etico: sapevi già che cos’era prima del progetto? Le aziende hanno aderito di buon grado?
Conoscevamo questa forma di Voto col Portafoglio e la riteniamo un bel segnale che i cittadini possono fornire per mostrare vicinanza e apprezzamento per le aziende etiche. Come precedentemente anticipato, siamo soddisfatte perchè il Cash Mob Etico ha trovato l’adesione di alcune aziende agricole del territorio.

Secondo te azioni come il Cash Mob Etico possono essere utili nel sensibilizzare aziende e cittadini?
Sicuramente servono per puntare i riflettori sull’esistenza di un problema e per far capire il “potere” di ogni consumatore, promuovendo le aziende virtuose e permettendo al cittadino di giocare un ruolo attivo sulle proprie scelte.

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