asvisL’11 marzo, alla presenza della Presidentessa della Camera dei Deputati Laura Boldrini, è nata l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASVIS. Una rete composta dalle 80 più importanti organizzazioni del terzo settore italiano, che si pone come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle imprese e delle istituzioni nei confronti dell’Agenda Globale per lo  sviluppo sostenibile approvata dall’ONU a settembre 2015.

Agenda Globale o Agenda2030 è un piano di monitoraggio, sensibilizzazione e azione internazionale per la promozione sul territorio della cultura della sostenibilità intesa a 360° gradi. Ormai balza agli occhi l’interconnessione tra degrado ambientale, sociale e crisi economica. Il modello economico attuale è crollato, ma ancora si cerca di sostenerlo in una sorta di “accanimento terapeutico” che non sta giovando né alle imprese, né ai cittadini di ogni parte del Pianeta.

I principi sui quali Agenda2030 si fonda sono frutto di un’attenta analisi dei fallimenti pregressi delle amministrazioni pubbliche, alle quali era stato richiesto di elaborare “agende locali”. Integrazione: una visione integrata dello sviluppo economico di un territorio basata sulla conservazione di ogni forma di capitale (umano e naturale).
Universalità: ogni Paese del mondo, partendo dal proprio livello di sviluppo economico e dalle proprie caratteristiche ambientali e sociali, deve agire per il raggiungimento di obiettivi specifici e monitorabili, che conservino i territori allo stato attuale, prevenendo ulteriori crisi sociali, finanziarie e ambientali.
Partecipazione: tutte le componenti di una società devono essere interconnesse, informate e coinvolte nelle decisioni che tutelano e preservano il proprio territorio.

Su questi principi si basano gli obiettivi dell’Alleanza, alla quale NeXt ha aderito con forza, e che devono coinvolgere istituzioni pubbliche e private, imprese, cittadini, minoranze etniche e culturali e portare tutti questi soggetti a dialogare tra loro in modo costruttivo e partecipativo, per il bene comune: il proprio Paese e il mondo in senso più allargato.

I lavori dell’Alleanza, iniziati già nel 2015 dopo l’approvazione dell’Agenda Globale, volgono in direzione di una messa in comune degli strumenti che ciascun alleato può mettere in campo, seguendo un piano nazionale di mobilitazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli stakeholder che sia legato a indicatori monitorabili. L’Agenda Globale infatti, chiede ai singoli Stati di elaborare strumenti di monitoraggio che possano essere adattabili ai diversi livelli di sviluppo economico presenti nel mondo e che siano espressione concreta di un cambiamento.

La strada è ancora lunga, ma l’appuntamento di oggi alla Camera ha segnato il primo passo verso un dialogo aperto e condiviso, all’interno del quale il terzo settore e le imprese iniziano a diventare protagonisti e a rivestire un ruolo fondamentale di comunicatori e attuatori di un nuovo sistema economico, che faccia dell’inclusione sociale e dell’ambiente le sue priorità.