A cura di Michele Tridente
Vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica per il Settore Giovani

RETI IN OPERALa responsabilità sociale d’impresa è un tema di punta nell’attuale dibattito economico e politico, soprattutto dopo la crisi finanziaria mondiale. Le sue drammatiche conseguenze hanno portato a una nuova e più severa regolamentazione, ma è necessario anzitutto ripensare un modello di sviluppo in cui il fine (lo sviluppo e il benessere dell’uomo e delle comunità) non si confonda con i mezzi (l’economia, la finanza, o in generale, la scienza e la tecnica). Per far ciò, è fondamentale, prima ancora che definire nuove regole, superare quella visione dell’uomo e dell’impresa orientati esclusivamente alla massimizzazione dell’interesse individuale, senza alcun altro interesse. La nostra esperienza concreta mostra che non è così:tante persone sono mosse dall’interesse per l’altro, donano del tempo, si impegnano in iniziative di carità, curano le relazioni interpersonali, si impegnano gratuitamente a servizio degli altri. Come non tutte le imprese sono mosse soltanto dalla ricerca del massimo profitto, ma anche da tanti altri obiettivi.

Da questa consapevolezza, nasce la responsabilità sociale d’impresa, in cui l’impresa non solo si impegna a rispettare le regole, ma anche a orientare la propria azione al rispetto dei diritti umani e della giustizia sociale, alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione dei territori e delle culture locali, all’incremento del capitale umano e sociale.

Nel favorire questi processi virtuosi, noi cittadini abbiamo un grande potere: possiamo con le nostre scelte di consumo e risparmio stimolare l’adozione di comportamenti sostenibili da parte delle imprese, premiando o penalizzando quelle che li adottano o meno. È il voto con il portafoglio che anche papa Francesco sostiene nella Laudato si’: «Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione». (Ls, 206)

Di responsabilità sociale d’impresa si parlerà a Roma presso l’Aula Magna dell’Università Urbaniana, domani 28 maggio, nel terzo appuntamento di Retinopera, la rete delle principali associazioni cattoliche italiane: “La responsabilità d’impresa per il bene comune”.
L’evento, organizzato anche grazie alla passione e all’impegno dell’associazione Next, è l’occasione per presentare i risultati della ricerca di Retinopera nata con l’obiettivo di costruire una valutazione dal basso della responsabilità sociale delle imprese. Quali sono gli indicatori più o meno importanti per gli italiani in termini di responsabilità d’impresa? Esiste una differenza di scala di valori tra uomini e donne, tra under e over30, tra credenti e non credenti?
La scala dei gusti e delle preferenze espressa dagli italiani sarà poi utilizzata per stilare una classifica delle migliori aziende quotate del nostro paese.
A queste e altre domande prova a rispondere la ricerca che verrà presentata dal Prof. Leonardo Becchetti.

Sarà anche l’occasione per esercitare concretamente il voto con il portafoglio con un cash mob in cui
verranno sostenute concretamente realtà virtuose, cercando di incoraggiare così sempre più imprese ad
adottare comportamenti sostenibili e sempre più cittadini a consumare e risparmiare responsabilmente.
Saranno centinaia di giovani e adulti ad acquistare prodotti da aziende campioni di responsabilità sociale.